Troppo e troppo poco Ciao, caro lettore (o lettrice), le ultime sono state molto intense e tutte dedicate alla vita accademica del Collegio. Mi sembrava di essere tornato ai bei vecchi tempi in Italia... Ad ogni modo, il tempo è passato molto, troppo velocemente. Mancano soltanto nove settimane o poco meno alla fine dell'anno. Il primo anno sarà finito. Avrò già passato qui metà della mia esperienza UWC. Troppo poco tempo! Non ho ancora parlato con tutti i miei co-anno, non sono ancora andato a camminare in cima alla montagna dal nome impronunciabile qui accanto al Collegio. Che tristezza. Tra meno di sei settimane, invece, saranno i secondi-anno ad andarsene. Poi, la mia generazione, sarà nel limbo tra i due anni, fino ad Agosto. Che paura. Sinceramente, io credo che avrò una paura matta quando sarà al loro posto. Da oggi fino alla Graduation non avranno tempo per altro che studiare, le ore di sonno si ridurranno e mangerò sempre meno. Al loro posto io starò a rimpiang...
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Pff... primi anno... Ciao, caro lettore, oggi è il primo giorno di vacanza, la Easter Break è ufficialmente cominciata. Mi sono svegliato con la calma più assoluta e facendomi coraggio mi sono alzato e sono uscito da quel morbido torpore tipico del letto in cui ci si sveglia al mattino. Ho messo su l'acqua per la pasta. Questa mattina sembrava una di quegli inizi di giornata estivi: il sole, il non sapere che fare, il trovarsi un'attività spiacevolmente lunga ma utile. Se fossi stato a casa, d'estate, avrei portato fuori la spazzatura o avrei messo in ordine i miei libri di scuola su una scansia. Non ho fatto molto, oggi, ma mi sento soddisfatto e tranquillamente ottimista, vivacemente felice. E' probabile che sia perché questo pomeriggio ho scoperto chi sarà uno dei due primi anno che verranno a studiare qui ad Agosto. Il mio primo anno viene dalla mia stessa città, Trieste. Frequenta la stessa scuola che frequentavo io. Ero, in qualche modo, presente qu...
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Tende arancioni Ciao, caro lettore, "pausa, break, momento relax" chiamalo come vuoi, ma è questo il tipo di situazione in cui ti scrivo adesso. Sto preparando la mia presentazione per italiano self-taught, materia che seguo e il cui programma si completa in un anno, indi per cui c'ho l'esame questa domenica! Non è niente di tremendo, a quanto pare, ma bisogna lavorare. Ho comunque deciso di prendere una pausa, però. Un paio di minuti per rilassarmi e condividere i miei pensieri di questo momento. Non so se sei stato abbastanza fortunato per vedere il mio ultimo post, quello che avevo pubblicato circa una settimana fa e ho poi eliminato; non ti dirò di che cosa parlava, ti racconterò solo che parlandone con alcuni amici di qui mi sono reso conto della sua inutilità e pericolosità. D'altra parte, non avrebbe fatto alcuna differenza a te, caro lettore, sapere quel genere di cose, soltanto se verrai qui a studiare, sarò ben felice di raccontartele. Ad o...
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Più che una tragedia nazionale Caro Giulio, ti chiedo scusa se mi permetto di commentare sulla tua triste morte; che nella sua natura dovrebbe essere intimamente riservata ma per le circostanze non lo è mai; tanto meno nel tuo caso. Mi sono sempre opposto a coloro che cercano di attrarre l'attenzione su di sé quando una tragedia succede a qualcun altro e tentano di cavarci qualcosa dalla disperazione altrui. Ho deciso, tuttavia, di parlare di te e, lo dico chiaramente, di me, in questa triste occasione sul mio blog. Avrei potuto farlo da qualche altra parte ma considero facebook una piattaforma troppo egocentrica e ipocrita perché il mio messaggio non sembri un tentativo ugualmente ignobile come quello di quelle persone opportuniste. Non ti conoscevo, non ti ho mai conosciuto eppure oggi mi sento oppresso dal pensiero di te, della tua giovane, interessante e impegnata vita. Stroncata molto prima di quanto avrebbe dovuto. Frequentavi il Liceo Petrarca a Trieste: la m...
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Di nuovo a casa Ciao caro lettore, sono finalmente tornato a casa. Negli ultimi tempi al collegio lo volevo tanto. Volevo riassaggiare il cibo di casa mia, sentire il vento, il mio dialetto e mangiare un risotto che non fosse bruciato. Essendo tornato qui, però, ormai da 11 giorni, sento la mancanza del Collegio. La realtà del "Collegio" è indefinibile e personale. Diversa per ogni persona e profondamente dipendente dalla personalità del singolo. Mi mancano già le chiacchierate nella dayroom, gli amici, le serate passate a divertirsi e la libertà di dormire indisturbati fino alle tre del pomeriggio. Non c'è niente che non vada qui, anzi. Il problema è che mi sento cambiato e a casa mia, invece, tutto è uguale. Questo mi dà un senso di sicurezza, di affidabilità. Potrei considerare la mia famiglia come "ancora al mondo reale": vivido, vivace, con tutti i suoi difetti, però. In fin dei conti ci si accorge di quanto gli ideali UWC siano forti e...
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Considerazioni sull'RCN UWC Ciao caro lettore, prima di tutto voglio chiederti scusa per non averti scritto tutto questo tempo. Credimi quando ti dico che questo tempo mi è servito per riflettere. Sento che sarà un lungo post quindi mi sembra doveroso procedere con ordine. L'ultima volta che ti ho scritto ti ho parlato della compostezza della mia partenza. La mia co-year italiana qui, con la quale sono partito, ha avuto tutto un'altro genere di addio/arrivederci, Ma non mi sembra giusto parlare di lei. Il suo passionale, visibilmente emotivo, addio è stato bello da vedere. Nel profondo, credo, mi sia dispiaciuto non aver provato alcuna sensazione forte di dispiacere quel giorno. Io ero semplicemente contento. Felice. Sereno. Mi è dispiaciuto, però, perché sto cominciando a provare quelle sensazioni ora. MI MANCA CASA, Mi manca la bora: il vento impietoso che soffia sulla mia città; non poterlo sentire violento in faccia mentre vado a scuola; farmi togliere...
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Eccomi qui Ciao caro lettore, scusa se non ti ho scritto prima e ti ho fatto aspettare ma ero impegnato ad ambientarmi. La mia compagna di classe ed io siamo partiti il 16 Agosto. E' accaduto tutto molto in velocità a pensarci bene dopo una settimana dalla partenza. Non c'è stata alcuna scena drammatica né abbraccio dal quale è difficile liberarsi o pianto disperato. La partenza e l'imbarco sono stati composti, sereni, tranquilli. Sono felice sia andata in questo modo. Se ci fossero stati pianti, drammi e abbracci forti difficili da sciogliere sarebbe stato difficile pensare ai miei obbiettivi qui e concentrarmi su conoscere nuove persone e abituarmi ai nuovi ed estranei ritmi di questo posto. Credo che la calma, la compostezza della partenza siano derivati da una mio indole particolare forse ma anche (più probabilmente) dal fatto che ho avuto mesi per abituarmi e far abituare gli altri all'idea della partenza, dell'addio/arrivederci del volo verso un luogo...